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lunedì 22 maggio 2017

IL DIVO NERONE ED IL "COLOSSEO" ANCORA NON COSTRUITO


IGNORANTI
Non sappiamo chi abbia ispirato il logo del musical rock "Divo Nerone", non sappiamo chi l'abbia approvato ma una cosa è certa: il simbolo del Colosseo è UN ERRORE STORICO CLAMOROSO.
Nerone ha imperato dal 54 DC al 68 e davanti alla sua "Domus Aurea" c'era un lago e non il Colosseo.
L'anfiteatro Flavio cominciò la sua edificazione nel 72 DC e fu ultimato nell'80.
Iniziato, quindi, 4 anni dopo la morte di Nerone. Se per caso avesse incendiato Roma non avrebbe certo incendiato il Colosseo che non esisteva.
Nessuno al Mibact, alla Regione Lazio, al Comune e al CNR si è accorto di questo errore micidiale?
Le fiamme sopra il Colosseo 
nel logo dell'opera rock
 sono un falso storico!!!
Bocciati tutti senza esclusione di nessuno!!!

venerdì 19 maggio 2017

MUSICAL ROCK "DIVO NERONE" AI FORI IMPERIALI



Grandissimo livello di qualità musicale sicuramente, grandissimo livello di costumi e scenografie sicuramente, grandissimo livelli di regia ed interpretazione ma un pugno in faccia tirato da Muhammad Alì, 

per l'area più preziosa non solo per Roma ma per il mondo intero.
Ma è proprio per questo che il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di  affittare il Palatino.



Quale luogo rende di più in Italia? 

Il Palatino come Las Vegas una macchinetta per fare soldi e chi se ne frega dei beni culturali.

Il grande Senatore Giovanni Spadolini,
primo Ministro dei Beni Culturali, nel 1974, ha condotto una grande e sacrosanta battaglia perchè il Ministero dei Beni Culturali fosse un organismo "indipendente" dalla politica.

Un intreccio che ora non si taglia più semplicemente con un colpo di spada come il nodo gordiano.

La politica la fa da padrona ed i beni culturali sono volgarmente asserviti alla "rendita".

I luoghi più preziosi, delicati e fragili sono semplicemente usati da una politica ottusa.
Italia Nostra Roma farà, come sta già facendo, la sua parte ma
IL POPOLO SOVRANO ALZI LA SUA VOCE
SOPRA IL FRASTUONO DEL MUSICAL ROCK
"DIVO NERONE"

martedì 16 maggio 2017

LA FONTANA DEL TRITONE USATA COME VASCA DA BAGNO DA TURISTI BARBARI

COMUNICATO STAMPA
16 MAGGIO 2017

LA FONTANA DEL TRITONE DI GIANLORENZO BERNINI
USATA COME VASCA DA BAGNO DI CASA
DA TURISTI BARBARI
SE LA RAGIONE NON BASTA RESTANO SOLO LE SANZIONI




No alle cancellate intorno ai monumenti ma “si” immediatamente ad un presidio di pubblici ufficiali in grado di sanzionare pesantemente i trasgressori delle leggi italiane.
Turisti barbari, mancanza di presidio puntuale vicino ad ogni monumento, disprezzo per il decoro della città e disprezzo per il nostro patrimonio questo è lo stato dell’arte.
Laddove non arriva la ragione deve arrivare la scure della sanzione.
L’uso illegale della città va affrontato con decisione, decisioni forti che sembrano mancare completamente, e non con l’uso dei pannicelli caldi utilizzati fino ad ora: CEROTTI PER UN MASSACRO diceva Antonio Cederna.
La città è completamente fuori controllo nella sua totalità e nelle sue singole parti ed il patrimonio pubblico è alla mercè dei “vandali in casa”.
Fino a quando si abuserà della tolleranza dei cittadini?


giovedì 11 maggio 2017

VILLA STROHL- FERN SKYTG24 FOTOGRAFA LA SITUAZIONE CON LA NOSTRA VICEPRESIDENTE VANNA MANNUCCI:

Un anno fa le telecamere di Skytg24 documentarono, grazie alla denuncia portata avanti da Italia Nostra Roma, lo stato in cui versava Villa Strohl-fern all'interno di Villa Borghese.
E' cambiato qualcosa a 12 mesi di distanza
Lo Stato Francese, proprietario della Villa, cosa ha fatto e sta facendo per rispettare le disposizioni testamentarie del barone Strohl-fern: mantenerla aperta per i cittadini
La convenzione firmata tra Italia e Francia è scaduta nel 2015 nonostante la richiesta di Italia Nostra Roma per il rinnovo nulla è stato fatto. Solo con il suo rinnovo si garantirebbe la pubblica utilità e l'accesso ai cittadini ora negato.
Allora quale e' la pubblica utilità per il Comune di Roma nonostante la delibera firmata il 31 dicembre del 2016 dall'allora Commissario Straordinario Tronca?


Troverete la risposta a queste domande nell'intervista che la nostra Vice Presidente, Vanna Mannucci, ha rilasciato a SkyTg24  http://video.sky.it/news/cronaca/roma-incuria-nel-parco-di-propriet-dello-stato-francese/v342055.vid

VILLA BORGHESE TUTTA DA SCOPRIRE DOMENICA 14 MAGGIO



Italia Nostra Roma è lieta di invitarvi all’incontro con i cittadini per la sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni sulle gravi problematiche di Villa Borghese
Un bene culturale, un giardino storico, un monumento, un brano unico del paesaggio romano, ma soprattutto un bene pubblico: questo è Villa Borghese.
 Italia Nostra Roma ha sempre rilevato numerose criticità che minano la conservazione di questo luogo fragile e tanto amato. Utilizzi impropri, traffico e inquinamento, degrado dei monumenti e mala gestione del verde sono solo alcune delle problematiche che ogni giorno, sempre di più, compromettono l’immagine di Villa Borghese, che, al contrario, dovrebbe essere un luogo sicuro per la collettività, un’isola di pace e tranquillità in cui immergersi fra bellezze architettoniche e naturalistiche.
Per questo, nella “Giornata Nazionale dei Beni Comuni di Italia Nostra”, la Sezione di Roma propone una giornata di sensibilizzazione rivolta a cittadini e Istituzioni proprio nei luoghi simbolo di Villa Borghese. Durante la giornata si effettueranno alcuni itinerari, guidati da soci esperti in Architettura, Restauro, Giardini Storici e Botanica, lungo i quali i partecipanti potranno vedere e capire meglio quali sono i rischi e le ricadute su un bene collettivo così importante, causati tanto da usi impropri quanto da una sempre più diffusa e preoccupante indifferenza delle Istituzioni.
Vi aspettiamo al Giardino del Lago, per la prima passeggiata, alle ore 10,30 e per la seconda alle ore 15.00. 
info.063208706

giovedì 2 febbraio 2017

STADIO TOR DI VALLE: NIENTE DINAMITE SOTTO LE PENSILINE E LE TRIBUNE DELL'IPPODROMO

Le tribune e le pensiline, progettate da Julio Lafuente per le Olimpiadi del '60, devo essere salvate dalla distruzione. 
L'uso originale del cemento armato e la qualità dell'opera di Lafuente non devono essere distrutti per la costruzione del nuovo stadio di Parnasi e Pallotta. Un'opera, quella di Lafuente, che già nella storia dell'architettura contemporanea alla stessa stregua e a pari merito delle opere di Pierluigi Nervi. Chi metterebbe mai la dinamite sotto il Palazzetto dello Sport?
Più forte dovrà essere la voce di chi, fin dall'inizio, non si è opposto chiaramente alla polverizzazione di un elemento architettonico che, a giusto titolo, fa parte della storia dell'architettura italiana.
Siamo ancora in tempo.
Italia Nostra Roma ha chiesto l'apposizione di vincolo con "somma urgenza".
Altro che raccomandazioni blande e paludate, altro che prudenti consigli.
Far saltare in aria il "vecchio" a favore del nuovo
è la massima forma di incultura che già troppi danni ha prodotto nel nostro, ancora, bel Paese.
Se la conservazione dei centri storici è passata, in epoca moderna, come un unicum dove tutti gli elementi architettonici, monumentali e urbanistici hanno lo stesso valore, a maggior ragione nelle aree periferiche mal progettate e sbrindellate gli elementi di grande rilevanza architettonico devono essere conservati a tutti i costi per la conservazione dell'identità culturale.
Coraggio Soprintendenze!
 Il vincolo è dovuto! 
Sono passati 70 anni!
Nessun romano, e sicuramente nessun romanista, vuole assistere alla devastazione con i candelotti di dinamite e agli artificieri in tenuta antiesplosione che posizionano le cariche di TNT.

NON E' UN LUOGO QUALSIASI. QUESTA E' ROMA!!!
E SOTTO LA POLVERE C'ERA IL VELODROMO


giovedì 26 gennaio 2017

CAMPAGNA TESSERAMENTO 2017

Carissimi lettori, carissimi soci come ogni anno, in questo periodo, vi chiediamo di iscrivervi o rinnovare la vostra iscrizione ad Italia Nostra Roma.
Come ben sapete, la nostra Associazione vive, non solo grazie alla passione e la generosità dei volontari che si impegnano per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico culturale e paesaggistico della Capitale, ma , dal punto di vista economico, vive solo ed esclusivamente delle quote associative.
Carissimi lettori dei nostri social siete moltissimi e se ognuno di voi decidesse di darci una mano iscrivendosi ci dimostrebbe, in concreto  l' apprezzamento per il  nostro continuo lavoro nel perseguire i valori alla base del nostro statuto propri dell'art. 9 della nostra Costituzione.
Carissimi e preziosi Soci vi chiediamo di rimanere al nostro fianco rinnovando la vostra iscrizione.

Per semplicità Vi ricordiamo le modalità di pagamento
Quota annuale Socio Ordinario                       €  35
Quota annuale Socio familiare annuale          €  20
Socio sostenitore                                               € 100
La quota potrà essere scaricata dalle tasse.
Potrete provvedere all’iscrizione presso la Sezione di Roma in Via dei Gracchi 187 oppure attraverso:
IBAN della Sezione di Roma: IT34D0329601601000066427525 (Banca FIDEURAM)

CC postale n. 42175000 intestato a ITALIA NOSTRA

ISCRIVETEVI NUMEROSI SE AVETE A CUORE I BENI CULTURALI DELLA CITTA'!!!!!!!

LETTERA APERTA A VIRGINIA RAGGI, SINDACO DI ROMA CAPITALE



Sono rimasti pochi giorni per la revoca dell’interesse pubblico sul progetto Stadio/Business Park

Abbiamo letto gli articoli di giornale di questi ultimi giorni nei quali si afferma che - come voluto da Lei, Sindaco Raggi, in accordo con l’Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini -      i tecnici del Comune con quelli dei Proponenti lo stadio a Tor di Valle stanno predisponendo una modifica al progetto urbanistico definitivo, presentato come già deciso ed approvato con la delibera dell’interesse pubblico n.132/2014 votata dalla precedente amministrazione.

Si sta trattando per ottenere alcune diminuzioni delle cubature e, forse, delle opere previste d’interesse pubblico.  In nessun articolo né intervista si annuncia però che, nell’attesa dell’accordo, l’Amministrazione stia predisponendo l’atto di revoca o annullamento della delibera 132 che ha dato il via al progetto, ora all’esame della Conferenza dei Servizi (CdS) convocata dalla Regione Lazio.

Ma se Roma Capitale nel frattempo non avrà revocato l’interesse pubblico della delibera del 2014 e, al contrario, arriverà all’accordo per una modifica di essa in termini di cubature, metterà in atto un comportamento equivalente ad avere riconosciuto esistente l’interesse pubblico come deciso con la 132 e quindi, forse addirittura confermando come dovuta la variante prevista dalla delibera, tanto più se il 31 gennaio la CdS si chiuderà con pareri favorevoli
E’ un gesto di autolimitazione della nuova Giunta e della nuova Assemblea Capitolina non utilizzare il potere di annullare o modificare il progetto iniziale di cui, in presenza di innumerevoli evidenti criticità, non si comprende la ragione.

Questo potere sarà ancora possibile esercitarlo solo se la delibera di revoca dell’interesse pubblico della n. 132 verrà votata prima del 31 gennaio, ultimo  giorno per i pareri della CdS.

La revoca dovrà fare riferimento, chiaramente, a forti motivazioni sulle tante criticità non risolte anche se espresse sin dall’inizio e apparse ancora più gravi nella CdS negli interventi dei funzionari competenti. 

Vediamo forte il rischio di un accordo che coinvolga Sindaco e Giunta in una trattativa in cui impegnerebbero ogni loro credibilità, travolti e azzerati dal nuovo congegno normativo sulla CdS della recente Legge Madia.


Poiché Italia Nostra Roma è stata ammessa a seguire, come uditore, la Conferenza dei Servizi della Regione, di seguito ci preme informare sinteticamente su quanto appreso durante le tre riunioni, dal 10 novembre al 12 gennaio, che ancor più conferma la necessità di una delibera di revoca o annullamento della n.132/2014.
1.


Infatti nelle riunioni, alle quali abbiamo assistito, sono emerse criticità gravi rilevate dagli Uffici comunali, già prima di inviare il progetto definitivo alla Regione, alle quali non risulta siano state trovate soluzioni praticabili e convincenti né allora né oggi.

La principale è sicuramente quella che riguarda la mobilità su ferro dove la soluzione proposta di una derivazione della metro B a Tor di Valle era stata contestata e bocciata già dall’ATAC ; come pure ha fatto in sede di CdS regionale la Città Metropolitana, che ha inoltre  evidenziato criticità per le proposte di viabilità, che non risultano sostenibili.
Altri problemi riguardano obblighi di legge da rispettare in merito alle opere di messa in sicurezza per il rischio idrogeologico del Fosso di Vallerano e per gli scavi archeologici preventivi.
Quanto alle cubature commerciali previste, l’ennesimo Centro Commerciale che ne deriverebbe non potrebbe essere permesso secondo il Piano del Commercio.
Non sono ancora risolti i problemi di accesso e uscita agli innumerevoli ettari di parcheggi è tuttora non è chiaro se essi rispettino pienamente gli standard.
Il contiguo depuratore è già attualmente non a norma e non sono state previste soluzioni soddisfacenti per potere autorizzare l’enorme cubatura prevista nei pressi.

Ma queste sono solo alcune delle criticità che abbiamo sentito menzionare nel corso della CdS,  e per cercare di risolverle si sono programmati e svolti incontri per ogni singolo problema a porte chiuse – una prassi certo non trasparente – e non crediamo possano essere risolte facilmente se non derogando, per alcune, a norme sovraordinate.

Alle riunioni sono stati presenti numerosi funzionari che hanno avuto la possibilità d’intervenire, ma poi i pareri decisivi per chiudere la CdS saranno solo quelli dei quattro “Rappresentanti Unici” di : Stato, Città Metropolitana, Regione Lazio  e Comune.

Le eventuali modifiche del progetto in discussione che risultassero necessarie dovranno essere richieste con il parere di questi quattro funzionari e dovranno avere la forma di prescrizioni (non sostanziali) se sarà positivo o forti motivazioni se sarà negativo.

Ci risulta che il progetto derivante dall’eventuale accordo tra Comune e Proponente, differente dal progetto originario, non potrà essere proposto e approvato nell’attuale Conferenza dei servizi, che per legge può esprimersi solo su quello inviato, a suo tempo, dal Comune alla Regione, che ha aperto la CdS ed è stato sottoposto a VIA e VAS.  
Se si cambia il progetto in qualche sua parte o presupposto si deve iniziare un nuovo procedimento. 

Se viene concordato col Proponente di presentare un progetto diverso, anche se con minori cubature, è vincolante prima la revoca della delibera n.132/2014.  Questo è l’unico atto in grado di fermare l’iter di questa  Conferenza dei Servizi ormai arrivata alla conclusione. E per l’atto di revoca ci sono tutti i presupposti vista la presenza di tanti problemi, ancora oggi non risolti a dimostrazione che fin dall’inizio non vi era l’interesse pubblico.



2.



Inoltre, facciamo presente che la Conferenza dei Servizi si tiene ai sensi dell’art. 14 ter della legge 241/90 come modificato dalla recente “Riforma Madia” che Italia Nostra Roma ritiene contenga aspetti incostituzionali perché viola le competenze autorizzative  esclusive e incomprimibili delle Soprintendenze statali oltre a rendere quasi impossibile la partecipazione dei cittadini.

Nel caso specifico, nei tempi e nei modi delle nuove procedure, viene addirittura leso il diritto all’informazione e al coinvolgimento degli stessi Consiglieri comunali che avranno l’obbligo  di dover ratificare (entro il 31 gennaio) con una variante quanto sarà deciso dai quattro “Rappresentanti Unici” su un progetto proposto non certo per solo lo stadio, ma specialmente per realizzare una nuova pesantissima centralità urbana non prevista dal Piano Regolatore.

Sindaco Raggi, tutto questo Le sembra accettabile ?

Infine riteniamo che quanto sta accadendo in questi ultimi giorni decisivi debba essere conosciuto dai cittadini non solo attraverso articoli o interviste televisive, ma cercando di coinvolgere l’opinione pubblica con una completa informazione,  specie per quanto riguarda i gravi problemi non risolti del progetto e le stesse inaccettabili procedure seguite, che abbiamo qui sopra brevemente elencato. E’ un diritto costituzionale.

Per tale dovuto coinvolgimento deve farsi carico proprio la Sua amministrazione essendo stata votata con un così grande consenso proprio perché s’impegnava a tale compito mai ottenuto prima. Finora si sa solo che un gruppo di tecnici del Comune e dei Proponenti sta studiando una variante al progetto.

Anche per questa assenza di informazioni complete su tutta la vicenda Le chiediamo un incontro urgente per illustrarLe meglio quanto appreso durante le riunioni della Conferenza dei Servizi e poter conoscere da Lei quale percorso procedurale intenderà seguire per impedire che questo progetto insostenibile prosegua indisturbato il suo iter dopo aver ottenuto  il probabile parere favorevole dei 4  funzionari.

Conosciamo la sua sensibilità a favore dell’ambiente e del paesaggio e le sue giuste posizioni, quando era consigliera di opposizione, contrarie non allo stadio, ma a quanto permetteva la delibera dell’interesse pubblico con tanti punti oscuri e poco legittimi confermati oggi.

Vorremmo confrontarci con Lei sulle sopra esposte tematiche per evitare danni irreparabili a questa città e ai suoi cittadini, avendo insieme a Lei nessun altro scopo che perseguire l’interesse generale.


Per questo Le chiediamo un incontro urgente vista la ormai prossima chiusura il 31 gennaio della Conferenza dei Servizi .

martedì 24 gennaio 2017

ANTONIO CEDERNA E IL RITORNO DEGLI "AMERICANI"

Abbiamo provato ad immaginare cosa avrebbe detto Antonio Cederna, scomparso esattamente 20 anni fa, davanti al progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Un milione di metri cubi con tre grattacieli da 220 metri, vero nuovo centro direzionale e commerciale concepito dal Presidente della Roma James Pallotta e dalla Euronova del costruttore romano Parnasi.

Cederna avrebbe di certo fatto un parallelo tra il " Business Park Stadio del calcio“ e la vicenda dell’ Albergo Hilton, che segnò il punto più miserabile della storia urbanistica di Roma
.
Egli visse con sconcerto l'enorme scandalo che vide l'eliminazione sul culmine della collina di Monte Mario di un pubblico belvedere, con annesso parco, a ispirazione e somiglianza del Gianicolo, espressamente previsto dal piano regolatore. 

Gli "Americani" intendevano edificare il loro Hotel e trovarono naturale scegliere, per realizzare al meglio i propro interessi, quel sito, il più panoramico e prestigioso di Roma. Lo imposero tramite la potente Societa Generale Immobiliare alla faccia della grande bellezza. ( L' l’Hilton, mediocre espressione del gusto anni ’60, si impone, tra l’altro, come sgradevole fondale  della rettilinea via Giulia ).

Accade oggi, che vi sia a Sud del Centro Storico un’ansa del Tevere che racchiude una piana alluvionale di oltre 100 ettari. E’ l’ansa di Tor di Valle, ove un tempo si andava all’ Ippodromo del trotto, con le pensiline progettate da Julio Lafuente, preziosi elementi di storia dell'architettura contemporanea.

Nel recente PRG, varato nel 2008 sotto l’Amministrazione Veltroni,  questi cento ettari sono stati destinati a verde sportivo attrezzato.( Una destinazione che include in sé notevoli cubature, ma migliorabile poichè va nella direzione giusta; quella di una grande area sportiva al servizio della città ed in un luogo appropriato lungo il corso del Tevere).

Area preziosa alla luce del generale interesse a mantenere libere dal cemento e non impermeabilizzate le sponde e con esse le piane alluvionali comprese entro le anse del Fiume. Poiché il Fiume è la più importante infrastruttura ambientale e paesistica di ogni moderna metropoli.

Ed invece, Egli, Cederna, dovrebbe constatare che di nuovo arrivano altri " Americani", che si scelgono proprio quella ansa di Tor di Valle per il loro quanto mai esplicito progetto di " Businnes park Stadio della Roma".

Si osservi una foto satellitare: ci sono, dentro l' anello del GRA, solo brandelli di sponde del Tevere non consumate da banali capannoni ed altre bestialità, come l’intensivo quartiere della Magliana. Fanno eccezione tre grandi anse del fiume che racchiudono piane alluvionali libere e consistenti tutte e tre intorno ai 100 ettari di estensione.
Quella dell' aeroporto dell Urbe e quella dell' Ippodromo di Tor di Quinto, a Nord del Centro Storico e quella di Tor di Valle a Sud.
Aree in grado di dare consistenza ad un Parco Fluviale. Scorte di natura, di paesaggio: pezzi unici inalienabili.

Per Tor di Valle si prepara, dunque, un furto evidente e disastroso. Come lo fu per quel belvedere in cima a Monte Mario.
Anzi una rapina con l'arma impropria del ricatto occupazionale. Che come nei tempi più bui, fin dagli anni ’50, viene brandita con questi toni: "o si costruisce dove vogliamo noi o nulla e nessun posto di lavoro".
I 100 mila metri cubi dell'Hotel Hilton

Non solo questo: l' americano", Mister Pallotta, ha già deciso per tutti noi anche sui Grattacieli a Roma.

Intende imporci non uno ma tre grattacieli sbilenchi, su progetto Libeskind, in spregio alla nostra preziosa identità di citta orizzontale, salvaguardata per oltre 50 anni da un patto politico-culturale del tutto trasversale. Per mezzo secolo si è  esaltato l’ emergere, in una città orizzontale, di cupole, torri e campanili, di un immenso Centro storico Patrimonio della Umanita. ( E fuori dalle Mura tale è anche la Basilica di S.Paolo che è a soli 2 chilometri da Tor di Valle ).

Siamo di fronte a impensabili forzature logiche per le quali lo Stadio diventa un pretesto per scardinare un PRG, varato solo 8 anni fa. Laddove solo il14% delle cubature sarebbero per lo Stadio e tutto il resto per fornirsi una compensazione alle opere di infrastrutturazione urbana ( ponti, strade e dannoso sfioccamento della metro B ) che serviranno solo al loro Businnes Park.

Insomma per Cederna, che aveva adottato i 100.000 metri cubi dell' Hilton come unità di misura per ogni nuova speculazione, questa sarebbe stata una violenza dieci volte più grande di quella vissuta ai tempi del pessimo Albergone.

Avrebbe ricordato come dietro alle "archistar" ci sono i vecchi trucchi dei palazzinari romani, che mentre incassano con il PRG le rendite di venti centralità, si comprano altre aree fuori Piano a pochi soldi per lucrare nuove inaspettate rendite. Questo " nuovo Stadio" è il frutto marcio della pianificazione tradita e delle deroghe, tanto più clamorose quanto più potente e suadente il privato che le proponga.

Con venti centralità contenute nel PRG e con ben cinque proposte di siti alternativi coerenti con il PRG  prodotte dagli uffici, un intero consiglio comunale ha votato ai tempi del Sindaco Marino la pubblica utilità per questo Stadio, intorno al quale si sono coagulati vasti interessi politici ed economici.


 La Giunta Raggi espressa dal Movimento 5 stelle, dopo il "no alle Olimpiadi ", è ora intimorita dalla forza degli interessi qui coagulati, che si avvalgono del mantello protettivo del " tifo romanista".
Finirà con il paradosso della bocciatura di una candidatura Olimpica, che il tavolo delle Associazioni avrebbe ottenuto in totale coerenza con il PRG e il via libera alla più grande deroga urbanistica romana di tutti i tempi?

lunedì 23 gennaio 2017

IL RICORDO DI ANTONIO CEDERNA STASERA SU RAI STORIA ORE 22.05

Cari amici, vi segnaliamo un importante appuntamento per questa sera alle ore 22.05 su RAI STORIA all'interno del programma Italia, Viaggio nella bellezza .
Il format, oltre a rilevare patrimoni artistico-culturali dimenticati, trasmetterà in primo piano il ricordo dell'indimenticabile presidente della Sezione di Roma, Antonio Cederna.

IL COLOSSEO E' UNA SLOT MACHINE. COSI' LO VEDE IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI E DEL TURISMO DARIO FRANCESCHINI




Una macchinetta per fare soldi, per questo va isolato come un dente cariato e strappato dal contesto archeologico e gestito in maniera autonoma da un soggetto terzo.
Una visione miope che fa fare un balzo indietro alla concezione unitaria del centro storico di almeno 60 anni.
La moderna visione unitaria del centro storico che sembrava essere un fatto acquisito, è polverizzata dalla recente decisione irragionevole e, apparentemente irrevocabile, di utilizzare il Colosseo, strappandolo dal contesto,  perchè "rende".
Il Centro storico di Roma non può essere considerato come elementi storici o architettonici separati, indistinti ma formano, in 3000 anni di storia, un unicum indivisibile e non spacchettabile.
La riforma del Ministero dei Beni Culturali ha moltiplicato direzioni generali andando in contro tendenza con la tanto esaltata spending review e depotenziato le soprintendenze.
Questo ultimo infelice spacchettamento è una, ci scusi Signor Ministro, forma di incultura, sono passi giganteschi indietro rispetto alla tutela dei centri storici e alla gestione unitaria del bene Unesco.
Il Colosseo, l'oggetto "che rende" per una politica sbagliata, ci scusi signor Ministro, del turismo internazionale. Solo il Colosseo è l'oggetto del desiderio, perchè la Domus Aurea no? Il Tempio di Venere no? La Basilica di Massenzio no? Il Palatino e  La Curia Julia no? Tanto per nominarne alcuni.
Perchè è sbagliata la politica turistica:  le offerte della agenzie turistiche sono pacchetti facili, comodi, ignoranti e banali, ed anche in questo Lei ha le Sue responsabilità.
Ma il Ministro del Turismo questo lo sa: cultura cotta e mangiata come cibo da strada, involgarita nelle forme ed ora anche nella sostanza.
Una visione provinciale e affaristica da piccolo cabotaggio, senza la più vaga strategia culturale unitaria.
Il Colosseo è una parte del tutto, non è il tutto. Il tutto è' il Centro storico di Roma, unico, indivisibile al quale deve essere garantita una gestione coerente, intelligente e colta.
Non ci siamo proprio.
Italia Nostra Roma ha scritto all'Unesco a Parigi per denunciare la mancanza di una visione strategica ed i grandi rischi che corre il Centro storico di Roma per questa polverizzazione di competenze.
Con cento galli in un pollaio.....
........si tende ai livelli di massima inefficienza.

Sarà felice il Ministro quando quel mostro della Metro C terminerà a Colosseo,





nel cuore del Parco dei Fori Imperiali, scaricherà pendolari da Giardinetti, Graniti e Centocelle in cerca di un autobus per andare a lavorare. Potrebbero essere persone in più che andranno a visitare il Colosseo.... del resto..... 
THE BUSINESS IS BUSINESS.


martedì 17 gennaio 2017

CONVEGNO: ROMA PATRIMONIO DELL' UMANITA' POTENZIALITA' E PROGETTI. DOMANI SALA DEL CARROCCIO ORE 16.30

ROMA
PATRIMONIO DELL’UMANITÀ.
POTENZIALITÀ E PROGETTI
INVITO
Relatori
INIZIO LAVORI ORE 16:30
MODERATORE
Marco Ravaglioli
(Giornalista)
Nicola Di Battista
(Direttore Domus)
Luca Bergamo
(Vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale)
Bruno Filippo Lapadula
(Architetto paesaggista e Consigliere Associazione Italia Nostra Onlus)
Eugenio La Rocca
(Archeologo e Docente ordinario di Archeologia e Storia dell'Arte Greca e Romana a La Sapienza)
Christopher Smith
(Direttore British School at Rome)
Francesco Rutelli
(Presidente Associazione Incontro di Civiltà)
CONCLUSIONE LAVORI ORE 19:00
Saranno presenti il Sen. Walter Tocci, l’On. Pino Pisicchio, il Soprintendente
Francesco Prosperetti e altri funzionari delle Soprintendenze, inoltre hanno dato
adesione personalità della politica, delle Istituzioni e delle organizzazioni associative
tra le più rappresentative della realtà economica romana.
Comitato Roma Patrimonio dell'Umanità.

lunedì 12 dicembre 2016

METRO C VERITA' RISCHI E ALTERNATIVE: GIOVEDI' 15 DICEMBRE ORE 17.00 VIALE LIEGI 33


ITALIA NOSTRA ROMA
invita la S.V.

ALL’INCONTRO PUBBLICO

METRO C
Verità  rischi  e  alternative

Giovedì 15 Dicembre ore 17:00 a Italia Nostra nazionale
 Viale Liegi 33 citofono 101


Coordinatore: Paolo Conti, giornalista del Corriere della Sera
Interventi per Italia Nostra:. Oreste Rutigliano, Consigliere nazionale e di Italia Nostra Roma;
Ing. Gaetano Tancredi, Consulente di Italia Nostra Roma; Emanuele Montini, Coordinatore nazionale di Italia Nostra
Interventi istituzionali: Assessore all’Urbanistica e Infrastrutture, Paolo Berdini; Direttore Generale  Educazione e Ricerca del MIBACT, Prof. Arch. Francesco Scoppola
Prof. Claudio Strinati, Storico dell’Arte


Italia Nostra Roma, da sempre sostenitrice delle metropolitane, aveva previsto che  questa metro pesante non poteva superare  la prova del centro storico più delicato al mondo.

Oggi, l’arrivo a Colosseo e ai Fori pone sotto gli occhi di tutti criticità, gravi rischi anche idrogeologici, costi incontrollabili e sostanziale aborto del progetto originario.

Pertanto Italia Nostra Roma  invoca una variante  da Porta Metronia per incrociare Metro B a Circo Massimo, compatibile con le spese già fatte.


Non è mai troppo tardi per prendere una saggia decisione  affinché  il progetto “Fori” di Cederna possa vedere la luce.

lunedì 21 novembre 2016

PREMIO GIORGIO BASSANI 2016 ASSEGNATO ALL'UNANIMITA' A PAOLO CONTI

Italia Nostra Roma esprime la più grande soddisfazione nell'apprendere che, sabato 19 a Ferrara,  il prestigioso "Premio Giorgio Bassani", socio fondatore e grande Presidente Nazionale di Italia Nostra, è stato assegnato, su segnalazione e appoggio della Sezione di Roma, al giornalista de Il Corriere della Sera Paolo Conti.
Amico, prima di tutto, e "allievo" di Antonio Cederna, Paolo è personaggio colto, sensibile e soprattutto indipendente.
E' stato trasversale alla vita giornalistica di Antonio Cederna e non ha mai dimenticato, dopo la scomparsa del suo mentore, di ricordarlo con rispetto e ammirazione negli articoli scritti su argomenti che appassionavano Antonio Cederna.
Siamo felici della proposta di Italia Nostra Roma di candidarlo al premio e siamo felici che la giuria abbia, all'unanimità, deciso di assegnarlo a Paolo Conti - giornalista generoso, colto e mai dimentico della lezione di Antonio Cederna.
Grazie alla Giuria 
 Buon Lavoro Paolo

giovedì 10 novembre 2016

METRO C: NON E' VERO! CHI E' BUGIARDO?

Non è vero che le gallerie per la Metro C sono già state scavate. La TBM,
vale a dire semplicemente la "talpa", è ferma, ancora a pezzi da assemblare, a Via Sannio sarà pronta forse nella prossima primavera.
Le false informazioni che circolano e che vengono, in buona fede, ritenute attendibili dagli esponenti del governo della Capitale devono essere smentite per non travisare artatamente la realtà.
False dichiarazioni rendono impossibile intraprendere iniziative e decisioni per un auspicabile cambio di rotta nella progettazione della tratta T3 della Metro C San Giovanni-Colosseo.
La fermata finale della metro a Colosseo significa l'aborto del progetto, non ancora concepito, del grande Parco Archeologico dei Fori Imperiali, grande sogno di Antonio Cederna.
Fermare tutto al Colosseo significa scavare i cosiddetti "tronchini di inversione" per il cambio di marcia dei convogli che devono essere realizzati lungo via dei Fori Imperiali per oltre 250 metri e mettere a rischio statico l' Anfireatro Flavio. Uno dei più grandi errori urbanistici e culturali dopo lo sventramento dei Fori Imperiali durante il ventennio.
Ma quale Parco Archeologico se teoricamente a piazzale del Colosseo saranno sversate 24.000 persone ora per ciascun senso di marcia. Studi recenti sul traffico limitano l'afflusso a "solo" 3.000/4.000 persone l'ora che non sono minimamente interessate ai Fori Imperiali, ma solo a utilizzare il Colosseo come stazione di scambio?
Ma quale trasparenza se gli organismi tecnici (Roma Metropolitane o il Consorzio?) raccontano plateali bugie ai responsabili politici confondendo le idee e sorprendendo la buona fede degli amministratori?
Italia Nostra Roma è convinta che nessuno smentirà mai le false informazioni che circolano, ma un'ispezione urgente nelle famose gallerie "già scavate" è un atto dovuto.
Il Ministero delle Infrastrutture mandi gli ispettori a controllare lo stato dell'arte o ha deciso di farsi prendere in giro fino alla fine?

giovedì 3 novembre 2016

TERREMOTO E PREVENZIONE

L'importanza della prevenzione in un'Italia devastata da oltre tre mesi di continue scosse sismiche è stata al centro dell'intervento del Coordinatore nazionale di Italia Nostra, Emanuele Montini, nel corso della puntata di ieri di Tg3 RAI- Fuori Tg.


clicca qui: http://www.tg3.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e984ac08-4537-43d9-a74c-ac0081ae6771-tg3.html#p=

venerdì 28 ottobre 2016

MERCOLEDI 2 NOVEMBRE CONFERENZA STAMPA CARLO MAGNO IN CAMPIDOGLIO

CONFERENZA STAMPA INVITO

L’IMPERATORE CARLO MAGNO IN CAMPIDOGLIO

Mercoledì 2 novembre 2016 ore 10.30

Sala del Carroccio


Italia Nostra Roma ed Il Carro de’ Comici presentano alla stampa in Campidoglio la rievocazione storica dell’ingresso dell’Imperatore Carlo Magno dal Ponte Nomentano e l’incontro con Papa Leone III.
La manifestazione, giunta alla sua XVIII edizione è una ricostruzione puntuale, documentata e colta dell’ingresso di Carlo Magno, padre dell’Europa, a Roma la notte di Natale dell’’800 DC.

Divulgare divertendo è l’obiettivo di Dino Ruggero, narratore colto e appassionato, grazie al quale questa rievocazione storica è un punto di riferimento per trasmettere cultura in maniera rigorosa ma allo stesso tempo in grado di coinvolgere tutti.

giovedì 20 ottobre 2016

COMUNICATO STAMPA 20.10.2016 IL RADUNO DELLE TIFOSERIE ANCORA E SEMPRE A VILLA BORGHESE E’ IMPERATIVO INDIVIDUARE UN ALTRO LUOGO




Tutto il centro storico sarà sorvegliato speciale per i tifosi dell’Austria Vienna tranne Villa Borghese.
Già a mezzogiorno le maglie viola della squadra ospite indossate dai tifosi
marciavano verso Piazza del Popolo in ordine sparso.
E’ inaccettabile che il raduno dei tifosi, che non si comportano come frati trappisti ed hanno già nel passato creato danni irreversibili ai monumenti romani,debbano essere radunati a Piazza delle Canestre nel cuore di Villa Borghese.

E’ impossibile che a Roma non esista un luogo meno delicato e storico per radunare pullman e tifoserie ad alto rischio.
Il rischio per il patrimonio storico di Roma deve essere pari a zero.

Siamo molto lontani da questo ovvio risultato.

Questo non deve mai più accadere 

martedì 18 ottobre 2016

IL VILLAGGIO DELLE BOTTICELLE A VILLA BORGHESE: ABUSIVO GIA’ PAGATO E MAI USATO IL COMUNE DI ROMA LO METTA A DISPOSIZIONE DEGLI ALLEVATORI TERREMOTATI CHE NE HANNO UN GRAN BISOGNO

COMUNICATO STAMPA

18.10.2016

IL VILLAGGIO DELLE BOTTICELLE A VILLA BORGHESE:
ABUSIVO GIA’ PAGATO E MAI USATO
IL COMUNE DI ROMA LO METTA A DISPOSIZIONE DEGLI ALLEVATORI TERREMOTATI CHE NE HANNO UN GRAN BISOGNO


Italia Nostra Roma propone che le casette di legno abusive a Villa Borghese siano smantellate e offerte agli allevatori delle terre colpite dal terremoto del 24 agosto.

Le casette di legno non sono mai state utilizzate dopo che sono stati spesi denari pubblici, 1.300.000 Euro, come ha denunciato Italia Nostra Roma nel maggio 2016.

Nel 2011 l’Associazione aveva chiesto il sequestro del “Villaggio delle botticelle” per evidente violazione del Codice dei Beni Culturali. Violazione che perdura, secondo il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica, titolare dell’inchiesta.

Villa Borghese non può sopportare un altro abuso.

Il villaggio per le botticelle e i cavalli deve essere trasferito o sia messo a disposizione agli allevatori delle zone devastate dal terremoto che ne hanno un’estrema necessità.


giovedì 13 ottobre 2016

ITALIA NOSTRA ROMA ADERISCE ALL'APPELLO DI VITTORIO EMILIANI PER LA TUTELA DEL CENTRO STORICO

Italia Nostra Sezione di Roma aderisce all'appello di Vittorio Emiliani contro la "nuova barbarie" che invade il Centro Storico e piazza Navona.  E lo fa inviando una lettera, che riportiamo di seguito,  al promotore dell'iniziativa.

"Caro Emiliani,
il Centro Storico di Roma sta implodendo e non certo da oggi. Italia Nostra Roma è in piena sintonia su quanto Lei ha affernato nel suo articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 07 ottobre 2016. Italia Nostra Roma, infatti, nel maggio del 2015 ha presentato alla stampa "Manifesto sul Centro Storico di Roma:10 punti irrinunciabili" che ebbe ampio riscontro. Il primo punto irrinunciabile è la mancanza di vincolo paesaggistico sul Centro Storico di Roma cancellato nel 2008. La decadenza, come Lei la definisce "mangiatoia continua", va affrontata da chi lo vorrà e lo saprà affrontare in maniera strutturale, radicale e non episodica come è successo sino ad oggi.
Non c'è oggi e non c'è stata ieri nessuna reale volontà politica di fermare la frana incolta che sta facendo smottare il Centro Storico di Roma, come tutto il fragile territorio italiano, del resto. No, non si tocca Piazza Navona ma no anche all'indifferenza culturale che circonda e soffoca il nostro Centro Storico.
Italia Nostra Roma aderisce, quindi, al Suo appello senza riserve e con la ferma volontà di combattere per arrestare questa deriva.
Con i migliori saluti
I Vice Presidenti
Vanna Mannucci, Mirella Belvisi, Oreste Rutigliano
Il Consigliere 
Gemma Mezza - Delegata al Centro Storico

Per completezza di informazione pubblichiamo anche i 10 punti irrinunciabili del Manifesto per il Centro Storico di Roma, presentato alla stampa il 21 maggio 2015 alla presenza del Sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni:


“MANIFESTO DI ITALIA NOSTRA
SUL CENTRO STORICO DI ROMA:
10 PRINCIPI IRRINUNCIABILI”


Italia Nostra non può parlare di Centro Storico senza ricordare che la sua azione odierna si collega sempre direttamente alla lezione sulla “Cultura della Conservazione”dei centri storici, nata negli anni ’50 dopo gli appassionati articoli che Antonio Cederna scrisse su “Il Mondo”: lo sventramento a Via Vittoria per creare una strada di collegamento tra Via Veneto e Via del Corso. I fondamenti di tale “Cultura della Conservazione”sono delineati ottimamente sul primo Bollettino di Italia Nostra che, nel rispetto delle volontà di Antonio Cederna, oggi vogliamo ripubblicare quale essenziale premessa (allegato).

Il documento di Italia Nostra Roma e le proposte in esso contenute derivano dalla consapevolezza che il Centro Storico di Roma, nonostante la sua enorme importanza e la pressione a cui è sottoposto, oggi è privo di Tutela paesaggistica e di un Progetto complessivo che richiederebbero la decisione “politica” del ritorno di un Assessorato  al Centro Storico, che ha avuto illustri precedenti nei Prof. Arch. Vittoria Calzolari e Prof. Arch. Carlo Aymonino, che  sia in grado di svolgere compiti strategici, finora colpevolmente disattesi, di cabina di regia per la pianificazione, l'attivazione ed il coordinamento di tutti gli interventi necessari a fronteggiare la drammatica situazione di degrado ed illegalità che ormai devasta il più esteso ed importante Centro Storico del mondo.

La gestione di Roma e del suo straordinario patrimonio avviene senza la preliminare definizione e condivisione di quelle che,  nei Paesi di cultura anglosassone, vengono definite “politiche”. L’Amministrazione dovrebbe stabilire e la cittadinanza dovrebbe conoscere quali siano gli obiettivi che i responsabili delle decisioni intendono perseguire nei principali settori della vita collettiva e con quali strategie intendano raggiungerli per assicurare la tutela dei beni culturali, lo stato dell’ambiente e la qualità della vita nella città. Attività da attuare nell’ambito del Decreto Legislativo 14 marzo 2013 n. 33, “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni”.

L Italia Nostra Roma non può sostituirsi al Governo Centrale e alle Amministrazioni Regionale e Comunale per le “politiche” generali ma, nell’ambito delle sue competenze che riguardano la tutela del “patrimonio storico, artistico e naturale”, sente il dovere di proporre dei principi, che dovrebbero essere presenti in ogni decisione pubblica, e  indicare le relative priorità.

In questa prospettiva, la Italia Nostra Roma  ha individuato, per il momento, dieci principi per il Centro Storico, che considera irrinunciabili ed indifferibili, e dieci proposte operative che dovrebbero caratterizzare le relative “politiche”. “Politiche” che potrebbero, nel loro insieme, contribuire a scrivere una futura “Charta di Roma” per le grandi città storiche.


10   PRINCIPI  IRRINUNCIABILI


1.BENI CULTURALI
Considerare il Centro Storico di Roma, come previsto dalla Carta di Gubbio del 1960, un unico monumento complessivo ed unitario, formato dalle opere architettoniche monumentali e dal tessuto storico degli edifici, dalle strade e dalle piazze che le connettono.
Ripristinare, dunque, la tutela paesaggistica del Centro Storico oggi assente e le Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale del 1965 (Zona A) purtroppo cancellate dal nuovo Piano Regolatore Generale del 2008.
Dopo aver ottenuto dalla Regione o dal MIBACT il vincolo paesaggistico, va attuato il Piano di Gestione dell’UNESCO che non dà norme di tutela, ma solo linee guida  per il Centro Storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura, in quanto Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

2.ARCHEOLOGIA
Adottare il principio che: le aree archeologiche non sono “fosse”, dove si intravedono manufatti incomprensibili ai cittadini attuali, ma porzioni di una città che era stata costruita per soddisfare le esigenze di altri cittadini. Solo se si garantisce la leggibilità dei resti archeologici e si consente un uso, ovviamente regolamentato e protetto, delle aree più significative, la città antica rappresenterà un valore culturale per la popolazione attuale.
Bisogna ripensare alle aree archeologiche del Centro Storico, in termini storici ed ambientali, con una progettazione unitaria e coerente, realizzabile con finanziamenti e tempi certi. Progettazione che ne ridisegni l’accessibilità, la leggibilità e le sistemazioni a verde, evitando che si creino delle cesure o dei vuoti all’interno delle Mura Aurelianee.
Ad esempio, l’area oggi attraversata da via dei Fori Imperiali, in molti tratti, si presenta come uno spazio discontinuo ed irrisolto segnato da fossati intransitabili che richiede decisioni ampiamente condivise.


3.ARREDO URBANO
Definire un abaco degli elementi dell’arredo di Roma (lampioni, fontanelle, cestini da esterno, panchine, segnaletica stradale, pannelli della toponomastica, numeri civici, cartelli pubblicitari, dissuasori stradali, insegne dei negozi) che siano riconoscibili, peculiari, efficaci, solidi, sicuri e che non creino barriere architettoniche.
Aggiornare le normative tecniche per gli interventi di manutenzione, ma anche della pavimentazione di strade, marciapiedi e viali nei parchi che ne garantiscano una maggior durata, la riduzione della fragilità, l’eliminazione di pericoli e barriere architettoniche.
Garantire la riconoscibilità del tessuto edilizio e della rete viaria nel Centro Storico attraverso i materiali costruttivi tradizionali, le pavimentazioni in sampietrini e “Il colore di Roma” per le facciate degli edifici non vincolati, in base a semplici criteri certi.
Bonificare il Centro Storico da elementi o intere strutture, obsoleti ed abbandonati, che sono causa di inquinamento visivo e rischio soprattutto per anziani e disabili.

4.VERDE STORICO E VERDE CITTADINO
Di fronte allo stato di inaccettabile degrado e abbandono in cui è lasciato il patrimonio verde della città creare un sistema di controllo e manutenzione continuo, efficiente e svincolato da eventi occasionali.
Conservare la quantità del patrimonio vegetale in base al principio: un nuovo albero per ogni albero abbattuto, tagliato, secco.
Tutelare la qualità del Verde pubblico e privato, in particolare nell’ambito dei parchi e delle ville storiche, in base ai principi e alle regole della Carta italiana dei giardini storici (1981) e della Carta per la salvaguardia dei giardini storici (1982). Vietare, in questo quadro, ogni uso improprio ed ogni manifestazione incompatibile con il carattere e la fragilità dei parchi e delle ville storiche, come per esempio: il Concorso ippico all’interno di Villa Borghese che è risultato incompatibile con la conservazione del verde storico.
Definire gli usi del verde urbano in relazione alle esigenze di tutela e valorizzazione del Centro Storico e, in particolare, per il ripristino delle masse arboree, la definizione di spazi urbani, la creazione di barriere visuali e la tutela dell’ambiente, un caso emblematico Lungotevere dei Mellini.
Completare il rilievo delle essenze vegetali presenti nei parchi e ville storiche in modo da garantire il ripristino delle specie preesistenti e creare uno strumento indispensabile all’eliminazione dei conflitti con usi ed interventi programmati.
Approvare in via definitiva ed applicare il Regolamento del Verde Urbano di Roma.

5.EVENTI CULTURALI
Definire rigorosamente gli eventi ammissibili nel Centro Storico.
Individuare le aree compatibili con tali eventi (strade, piazze, aree archeologiche, banchine del Tevere, aree interne ai palazzi, parchi e giardini storici) all’interno delle Mura Aurelianee.
Programmare gli eventi culturali nel Centro Storico sia in termini di scansione temporale ed estensione spaziale che di coordinamento con altri eventi in base ad un Piano di sviluppo generalmente noto come: Ingénierie Culturelle.
Definire per ogni tipologia di evento ammissibile le regole, i canoni d’affitto, le fideiussioni cautelative e le compensazioni che prevedano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a vantaggio della popolazione, della città e del sito stesso.
Individuare le aree compatibili e disponibili per tutte le altre tipologie di eventi nell’ambito dell’Area Metropolitana e comunque fuori dai confini del Centro Storico.
6.LEGALITÀ
Definire i diritti già regolamentati da leggi e norme: protezione da rumori, vibrazioni, fumi, odori, luci, radiazioni; demolizione di opere edilizie abusive e di impianti ; presenza invasiva di pubblicità su strada, insegne e vetrine; occupazione illegittima di suolo pubblico; controllo di attività illegali ed esercizi commerciali abusivi e ambulantato abusivapplicando con continuità e rigore i relativi controlli e provvedimenti sanzionatori, tali da dissuadere drasticamente l’abusivismo.
Creare, per ogni diritto tutelato, uno sportello unico al quale il cittadino si può rivolgere per ottenere, senza ulteriori passaggi, le informazioni, l’applicazione della normativa ed il riconoscimento dei suoi diritti.

7. RESIDENZA
Tutelare il diritto alla residenza e alla qualità della vita nel Centro Storico ed incoraggiare la permanenza degli abitanti in base al principio: un Centro Storico privo degli abitanti perde la sua identità culturale e tende a trasformarsi in un “non luogo”.
Creare incentivi fiscali e normativi, in concomitanza all’auspicato ripristino della Tutela paesaggistica del Centro Storico, che favoriscano il mantenimento della residenza e delle attività commerciali ad essi collegati.
Affrontare e risolvere le questioni legate ai cambi di destinazione d’uso per le attività commerciali protette, ai frazionamenti delle unità immobiliari e all’utilizzo di edifici residenziali per uso ufficio e/o  commerciale.
Adottare criteri di equità nella revisione dei canoni della ZTL per i residenti.

8.TRAFFICO
Regolamentare in modo risolutivo il Traffico commerciale e turistico.
Far rispettare con continuità e rigore le normative vigenti circa il carico e lo scarico delle merci, con rispetto degli  orari e delle tipologie dei mezzi mediante controlli e sanzioni.
Proibire l’accesso al Centro Storico dei veicoli ingombranti e inquinanti, incentivando l’uso di veicoli ecologici per il traffico pubblico, privato e per il carico-scarico merci. Le eccezioni sono determinate dalla tradizione come: auto e moto d’epoca iscritte all’ASI-Automotoclub Storico Italiano.
Eliminare i mezzi pubblici vistosamente inquinanti che vanificano con la loro presenza qualsiasi campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’inquinamento.
Consultare la cittadinanza in tutte le decisioni relative al sistema dei parcheggi pubblici e privati, introducendo una moratoria sui parcheggi interrati nel Centro Storico.

9.ECONOMIA E MODERNIZZAZIONE
Contrastare i condizionamenti e gli effetti negativi prodotti dal turismo di massa nell’economia: attività commerciali ripetitive ed improprie del Centro Storico.
Eliminare l’abusivismo commerciale in ogni sua forma e dimensione. Con le eccezioni determinate dalla tradizione come: gli ambulanti ebrei autorizzati nel 1911 da una bolla di Pio X a vendere ricordi ai turisti.
Mantenere e favorire la presenza delle attività tutelate quali quelle commerciali, artigianali ed artistiche in base al principio: un centro storico privo di attività creative è condannato ad un declino definitivo.
Adottare, per ogni opera da realizzare e per ogni attività di interesse pubblico, la Migliore Tecnologia Disponibile, generalmente nota come: BAT-Best Available Technology, avviando sinergie con attività collegate e servizi.

10.TURISMO
Ampliare e differenziare l’offerta turistica, proponendo itinerari e siti che non rientrino nella routine degli operatori turistici e consentendo la conoscenza dei molteplici beni culturali e ambientali presenti nella città.
Disciplinare la presenza del Turismo giornaliero, che non porta alcun beneficio economico alla città ma aumenta le condizioni di pressione e consumo a cui è sottoposto il patrimonio storico ed archeologico del Centro Storico. Di conseguenza regolamentare l’ingresso e la sosta dei pullman fuori dal Centro Storico - come avvenne in occasione del Giubileo del 2000 - ed imponendo forme di compensazione per l’uso anomalo delle risorse e dei servizi offerti dalla città.
Regolamentare, per gli aspetti di competenza comunale, il proliferare delle attività di ricezione turistica extra-alberghiera quali B&B, Case vacanze, controllandone il numero e la legittimità con verifiche continue e rigorose sul rispetto delle regole per non svantaggiare le
attività legittime.





Roma, 21 Maggio 2015


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