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mercoledì 31 agosto 2016

INACCETTABILE CHE L'ASSEMBLEA CAPITOLINA NON ABBIA VOTATO CONFERMA DEL PUBBLICO INTERESSE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELLO STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE

COMUNICATO STAMPA
31.08.2016
STADIO DELLA ROMA

ITALIA NOSTRA ROMA:
INACCETTABILE CHE L’ASSEMBLEA CAPITOLINA NON ABBIA VOTATO LA CONFERMA  DEL PUBBLICO INTERESSE DEL PROGETTO DEFINITIVO




Italia Nostra Roma, che fin dall’inizio si è dichiarata favorevole ad un nuovo stadio, poiché intende eliminare il calcio dal Foro Italico,  è stata la prima associazione a criticare duramente la scelta dell’area di Tor di Valle. Ha, inoltre, protestato per la mancanza di trasparenza su tutte le documentazioni non rese pubbliche alla città e che ancora sono ignote.
 L’Associazione ribadisce, ancora una volta a distanza di due mesi, che è dovuto il parere dell’Assemblea Capitolina di conformità all’interesse pubblico. Per esprimere tale parere secondo Italia Nostra Roma, non solo il Sindaco e la sua Giunta ma tutti i nuovi componenti della stessa Assemblea dovranno conoscere, in modo approfondito, il progetto definitivo ed, in particolare, verificare tutte le nuove criticità segnalate dagli uffici e mai esposte nelle commissioni consiliari congiunte. Bisognerà capire come siano stati risolti i problemi relativi alla messa in sicurezza del rischio idrogeologico del Fosso di Vallerano,  il superamento della bocciatura dell’Atac sul prolungamento della Metro B a Tor di Valle e la soluzione della presenza del depuratore che risulterebbe non a norma.
Italia Nostra Roma ha chiesto, da più di un mese, l’accesso agli atti di tutte le nuove documentazioni relative alle criticità, del progetto definitivo e le eventuali soluzioni proposte in quanto modificano di fatto quello preliminare.
L’Associazione ritiene inaccettabile che l’Assemblea capitolina, prima di inviare tutta la documentazione alla Regione non si sia espressa sulla pubblica utilità di un progetto di fatto ben diverso dal primo, lasciando la decisione ad una Conferenza dei Servizi regionale che non ne ha i poteri.



  

lunedì 29 agosto 2016

L'ATTUALITA' DEL PENSIERO DI ANTONIO CEDERNA A 20 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA




Vent'anni fa ci lasciava Antonio Cederna, i suoi articoli, i suoi libril e,le sue interviste che denunciavano i disastri del nostro paese sono sempre più attuali.
                                             Sondrio 27.09.1996 - Roma, 27.08.2016  

Vent’anni fa  ci ha lasciato Antonio Cederna, da sempre Presidente della Sezione di Roma di Italia Nostra. Lasciava un vuoto incolmabile non solo nella nostra associazione, ma  in tutto il nostro paese. I suoi libri, i suoi articoli e le continue denunce sui tanti rischi idrogeologici e sulle mancanze di valide leggi e finanziamenti per mettere in sicurezza il territorio prevedevano già da allora che sarebbero diventati sempre più numerosi i disastri ambientali che stanno distruggendo da anni il nostro paese. Ha sempre chiesto di non cancellare il Servizio Geologico Nazionale e di mantenerlo nella sua sede storica di Largo Santa Susanna a Roma col suo unico e straordinario patrimonio di documentazioni oggi invece smembrato.
In questi giorni di lutto, leggendo una parte di un articolo del Corriere della Sera del 25 novembre 1980, appare evidente che  quanto scrisse allora dovrebbe essere pubblicato oggi perché come in tutti i suoi scritti denuncia l’assoluta mancanza di prevenzione per impedire tanti morti e tante distruzioni dei nostri beni culturali e ambientali.
.”Succede coi terremoti quello che succede con le alluvioni, grazie al cronico rifiuto di ogni programmazione e interventi preventivi. Morte e distruzione, nella loro tremenda entità, si devono alle case costruite sui pendii friabili, alle industrie costruite nelle golene dei fiumi, agli alberghi costruiti sul tracciato di antiche valanghe, a strade costruite sopra terreni di riporto, alle bonifiche insensate di zone umide, che sono lo sfogo naturale dei corsi d'acqua, al prelievo rapinoso di materiali dai fiumi, con sconvolgimento del loro alveo, della loro portata e conseguente erosione delle coste.

“Il terremoto è dunque un aspetto di quell’autentico sisma permanente che è il saccheggio generalizzato del territorio e delle sue risorse; e l’espressione di circostanza sulla faccia dei ministri e sottosegretari che visitano le zone disastrate nasconde un’antica colpa: quella di non aver mai portato in porto i provvedimenti indispensabili a ridare un minimo di sicurezza fisica al Paese.”

mercoledì 20 luglio 2016

OLIMPIADI 2024: LE ASSOCIAZIONI RISPONDONO A CHI DA' PER CERTO IL LORO SI

Cari lettori il testo della lettera inviata al Direttore di Repubblica  dalle Associazioni che compongono l'Osservatorio per le Olimpiadi Roma 2024. E' la risposta ad alcuni articoli che danno per certo il loro SI. 



Egregio Direttore,

‎le preoccupazioni che Cesare De Seta ha evidenziato nei confronti del progetto di candidatura della città di Roma alle Olimpiadi del 2024, nell'editoriale pubblicato da Repubblica il 16 luglio, sono le stesse che condividono le associazioni ambientaliste; dalla pessima gestione di appuntamenti sportivi analoghi in Italia e all'estero, alla quanto mai difficile situazione che sta attraversando la città. 

Per questo vorremmo tranquillizzarlo, non c'è alcun via libera da parte nostra al progetto olimpico, ma soprattutto al momento non esiste neanche un dossier finale di candidatura, dal momento che molte delle scelte devono ancora essere definite e il tutto è in mano alla nuova amministrazione. 

Quello che abbiamo deciso di fare, quando il Comitato Roma 2024 ci ha proposto un confronto sul progetto di candidatura, sono due cose. Da un lato individuare i criteri secondo noi inderogabili per dare alla candidatura una impronta legata alla sostenibilità e dall'altro entrare nel merito di alcune delle ipotesi localizzative, per evitare scempi come avvenuto purtroppo in passato.

Per fortuna i parametri fissati dal CIO per le candidature sono cambiati, viste anche le eredità economiche terribili di alcune delle ultime Olimpiadi, a partire da Atene, e sono diventati molto più rigidi sia rispetto alla valutazione dei costi che ai contenuti ambientali.

Negli incontri avuti con il comitato promotore della candidatura abbiamo chiesto che si utilizzassero, ovunque possibile‎, impianti già esistenti, in modo da recuperarne anche alcuni in abbandono come lo Stadio Flaminio, e che non si derogasse dalla pianificazione urbanistica vigente. Infine che fosse coinvolta l'ANAC per la gestione di appalti e cantieri per garantire trasparenza e legalità.

Inoltre abbiamo chiesto che la candidatura fosse legata a due eredità da lasciare alla città: un parco lungo il fiume Tevere che potesse renderlo finalmente tutelato e fruibile e poi una grande cura del ferro, e dunque che a Roma si chiuda finalmente l'anello ferroviario e che si riqualifichino stazioni e treni della linea Roma-Viterbo, che si prolunghi la metropolitana fino a Tor Vergata.

Quanto al merito del confronto sulle ipotesi di localizzazione di alcuni impianti, la lettera di cui riferiva La Repubblica già evidenziava come non eravamo d'accordo su alcune ipotesi e che si dovessero trovare soluzioni alternative e, in particolare, sulle localizzazioni sia del bacino remiero nell’ansa del Tevere della Riserva Statale del Litorale che del Centro Media nell’area tutelata di Saxa Rubra. 

Ora il dossier è nelle mani della nuova amministrazione, e si dovrà in primo luogo capire se il progetto di candidatura andrà avanti e poi, in questa ipotesi, se le richieste degli ambientalisti‎ saranno state ascoltate o meno. Il risultato lo sapremo solo fra qualche mese, ma saremmo ben felici di confrontarci con Cesare de Seta su Roma e sul modo in cui si tutela e si mette finalmente al centro del futuro della città il suo patrimonio ambientale e culturale.

Firme
Giuseppe Onufrio (Greenpeace), Marco di Fonzo (Italia Nostra), Edoardo Zanchini (Legambiente)

Fulvio Mamone Caprila (LIPU), Donatella Bianchi e Andrea Filpa (WWF)

martedì 19 luglio 2016

PERCHE’ NO ALLO STADIO A TOR DI VALLE

COMUNICATO STAMPA
19.07.2016

PERCHE’ NO ALLO STADIO A TOR DI VALLE

Italia Nostra Roma ribadisce che non si è mai opposta  alla creazione di uno stadio, per liberare il complesso monumentale del Foro Italico dal caos indotto delle partite di calcio, non può tuttavia tacere sui metodi di scelta delle aree.
L’attuale  progetto dello Stadio della Roma, in particolare, è una operazione urbanistica impresentabile e ingiustificabile per 4 ordini di motivi:

1) Per la scelta della localizzazione in un’ area che dovrebbe  naturalmente essere incorporata nella infrastruttura ambientale essenziale all’equilibrio urbano, costituita dal corso del Tevere e dalle sue sponde, non ancora fortunatamente deturpate  negli anni della espansione incontrollata.
Le piane alluvionali del Tevere e tra queste quella di Tor di Valle, insieme alle aree golenali, rappresentano un sistema ambientale prezioso ed irrinunciabile  di ricchezza ecologica e concorrono alla sicurezza idrogeologica urbana.

2) L’ area, inoltre, si trova in un sistema urbano privo, già oggi, di adeguate infrastrutture in particolare per la mobilità. Aver scelto di insediarvi il nuovo stadio dà la possibilità alla società proponente di richiedere, una quantità di cubatura invasiva e pesante, in cambio delle infrastrutture necessarie che, di fatto, gioveranno essenzialmente al Business Park previsto. Bisognava, invece, scegliere un’area già dotata di servizi infrastrutturali che avrebbero portato ben altri benefici in aree che attendono di essere rigenerate. Si può dire scellerata dunque una scelta che invece di ricucire uno degli infiniti brani non conclusi di espansione urbana, vada ad aprire un nuovo fronte e per di più di evidente delicatezza ambientale, paesistica e idrogeologica.


3) Circa un milione di metri cubi di cui solo il 20% al servizio dello sport.
Ma l’area è piccola e per lasciare 40 ettari necessari al verde ed ai pubblici servizi dovuti, si ricorre ai 3 grattacieli sbilenchi per concentrare le cubature.

4) Perché dei grattacieli da 220 metri 90 metri più alti della Cupola di S.Pietro, quando per 70 anni, a partire dal dopoguerra, si è inteso garantire a Roma altezze tali da non mettere in discussione la sua identità di città orizzontale, magnificamente distesa nella valle del Tevere. Ed ora con questo progetto scellerato si dovrebbe cancellare una sua bella pagina di storia, buttandola alle ortiche? Gabellando i grattacieli come modernità, e quelli sbilenchi come arte assoluta.
Diceva Antonio Cederna: "I grattacieli non sono la modernità: hanno ben più di un secolo. Nascono per speciali esigenze in spazi limitati. Crescono poi sotto la spinta di un moltiplicatore speculativo".
Come si può cambiare lo spettacolo eterno delle cupole, dei campanili, delle torri ( e tra queste quella del Campidoglio), e delle grandi ville storiche, che su tutto prevalgono dai mirabili belvederi dei Colli, che delimitano il corso del fiume.
Un miracolo di bellezza e di identità che non si cancella per futili ragioni, né per per un gol, né per un mondiale di calcio, e non si baratta neppure con un decisivo calcio di rigore.

lunedì 4 luglio 2016

RISERVA COMMISSARIATA ITALIA NOSTRA LITORALE ROMANO AUSPICA UNA NUOVA STAGIONE BASTA CON GLI ABUSI E L’ILLEGALITA’!



Abusi, denunce, sequestri, commissariamenti. In Italia le aree protette e vincolate sono ancora sottoposte, a dispetto di tutte le normative nazionali  e internazionali e di tutte le dichiarazioni ufficiali, a continue occupazioni, cementificazioni, privatizzazioni di fatto – illegali o autorizzate – da parte di chi concepisce l’ambiente e il paesaggio come merce, come territorio da colonizzare.

La recente decisione del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti di affidare al Corpo Forestale dello Stato la gestione dei circa 8.000 ettari della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano ricadenti nel Comune di Roma è l’ultimo capitolo di una tipica vicenda italiana: un campeggio, sito in Via di Castelfusano, che presenta un cosiddetto  progetto di bonifica e di restauro conservativo; un dossier dei Verdi - inviato al Commissario Tronca - che dimostra come l’autorizzazione concessa dall’Amministrazione Capitolina e dalla Regione Lazio senza il parere della Commissione di Riserva consenta invece sostanziose nuove cubature; le precedenti denunce in parte ignorate; l’indagine della Procura. Ora il ministro ha di fatto commissariato l’Ente Gestore, Roma Capitale.  Per la restante metà della Riserva del Litorale resta gestore – come previsto dal Decreto istitutivo del 1996 – il Comune di Fiumicino.
Il PRESIDIO ITALIA NOSTRA LITORALE ROMANO, in attesa che si conoscano gli sviluppi, prende atto con viva preoccupazione delle notizie circa i presumibili gravi danni al territorio protetto (siamo in area 1 della Riserva, ovvero in teoria a “tutela integrale”), con l’abbattimento fra l’altro di numerosi pini, e sottolinea l’assoluta necessità di un cambio di rotta, a partire dalla mentalità di chi amministra. Se si arriva a vicende come questa del Campeggio Roma Capitol, è perché – evidentemente – non si avverte come prioritaria la tutela dei nostri beni più preziosi, non se ne comprende il valore.
Ricordiamo qui che la sezione di ITALIA NOSTRA ROMA, che con Antonio Cederna contribuì in modo determinante alla nascita della RISERVA NATURALE STATALE DEL LITORALE ROMANO, ha siglato una convenzione di collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. La Forestale – a cui appunto il ministro Galletti ha affidato la gestione della Riserva – ha tutte le competenze e le sensibilità necessarie. Da essa ci aspettiamo un costante impegno contro le illegalità di ogni tipo, compreso il dannosissimo fenomeno del bracconaggio che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini e la sopravvivenza delle aziende agricole. Si tratta però di un assetto provvisorio. Per la Riserva è in fase di elaborazione il Piano di Gestione, atteso da oltre 20 anni. ITALIA NOSTRA LITORALE ROMANO appoggia le associazioni locali che da mesi ne seguono il percorso, ribadendo la necessità che proprio a partire da questo strumento fondamentale e dal successivo Regolamento sia garantita una visione rigorosa e un approccio che non consenta più deroghe ai vincoli dentro e a ridosso delle aree protette. Chiediamo che si accetti il principio dell’area di rispetto lungo tutti i confini del parco, auspichiamo una unitarietà degli orientamenti e un’alta qualità della progettazione. Ci aspettiamo che venga rimossa per sempre la minaccia del raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci.
Sia per Roma che per Fiumicino diciamo BASTA AL CONSUMO DI SUOLO PROTETTO! BASTA ALLA TOLLERANZA NEI CONFRONTI DEGLI ABUSI E DELL’ILLEGALITA’! BASTA AGLI INTERVENTI CHE OFFENDANO LA NATURA EIL PAESAGGIO! A questo proposito, il Presidio ribadisce la propria netta contrarietà all’illuminazione adottata sul lungomare di Maccarese, adiacente alla Riserva e sottoposto a vincoli paesaggistici, illuminazione con pali di dimensioni gigantesche mai autorizzate dalla Soprintendenza, un impianto in stile autostrada, addirittura paragonabile a quello del carcere di Guantanamo.

La Riserva del Litorale rappresenta una grande occasione per chi vive e visita il suo territorio ricco di eccellenze naturalistiche e culturali, a condizione che tutto ciò sia riconosciuto e tutelato. Al Commissario da Acta per il Piano di Gestione Vito Consoli,  alla Commissione di Riserva, agli Enti Gestori chiediamo attenzione, rigore e sensibilità, per l’avvio di una nuova stagione, orientata al rispetto della legalità e ad una corretta valorizzazione.


PRESIDIO ITALIA NOSTRA LITORALE ROMANO

giovedì 30 giugno 2016

STADIO DELLA ROMA: LA REGIONE AL MOMENTO NON PUO' DECIDERE NULLA

 COMUNICATO STAMPA
30.06.2016
STADIO DELLA ROMA

ITALIA NOSTRA NON HA ALCUN DUBBIO:
LA REGIONE NON PUO’ APPROVARE OGGI NESSUN PROGETTO
IL COMUNE DOVRA’ PRIMA ESPRIMERSI SULL’ INTERESSE PUBBLICO



Italia Nostra Roma, che fin dall’inizio si è dichiarata favorevole ad un nuovo stadio, poiché intende eliminare il calcio dal Foro Italico,  è stata la prima associazione a criticare duramente la scelta dell’area di Tor di Valle. Ha, inoltre, protestato per la mancanza di trasparenza su tutte le documentazioni non rese pubbliche alla città e che ancora sono ignote ( come eliminare il grave rischio idrogeologico del fosso di Valleranello, la compatibilità di un nuovo ramo della linea B che potrebbe portare ancora di più in crisi la Roma Lido, solo per fare alcuni esempi)
Per esprimere il parere di conformità all’interesse pubblico, secondo Italia Nostra Roma, non solo il Sindaco e la sua Giunta ma tutti i nuovi componenti dell’Assemblea Capitolina dovranno conoscere, in modo approfondito, il progetto definitivo ed, in particolare, verificare il documento con l’elenco delle criticità del progetto preliminare, segnalate dagli uffici comunali, elenco inviato alla Regione Lazio dall’ex Assessore Caudo e mai reso noto né ai cittadini né, ci risulta a molti consiglieri comunali.
Inoltre, non basta solo questo passaggio in Campidoglio ma, come precisato finalmente dalla Regione Lazio, dovrà essere approvata, sempre nell’Assemblea Capitolina, una variante al Piano Regolatore in quanto con il milione di metri cubi dei 3 grattacieli del “Business Park”, chiesti in compensazione delle opere pubbliche previste, si sta destinando quell’area a una nuova grande centralità urbana non prevista, giustamente, dal vigente Piano Regolatore in quanto si distrugge l’intangibilità ambientale e paesaggistica della residua piana del Tevere. Infine si introdurrebbe surrettiziamente in una operazione di mera origine privatistica, la tipologia del grattacielo la quale notoriamente riverbera i sui effetti sull’intera visione cittadina, sul paesaggio della valle del Tevere, sull’identità stessa della città a livello mondiale. In altre parole cambierebbe lo skyline orizzontale della città.

Italia Nostra Roma fa appello all’intera Assemblea Capitolina affinchè  appena insediata consideri nelle priorità iniziare ad approfondire tutta la documentazione arrivando così ad un voto informato e consapevole.  

mercoledì 15 giugno 2016

METRO C IL NUOVO SINDACO ASCOLTI CANTONE

COMUNICATO STAMPA
15.06.2016


METRO C:

IL NUOVO SINDACO ASCOLTI CANTONE



Queste le dichiarazioni del Presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone  rilasciate ieri sulla metro C di Roma: “ Metro C, ovvero come non fare un appalto ! La linea C della metropolitana ha messo in campo tutto quello che non bisognerebbe fare con gli appalti. Quella vicenda oggi con il nuovo Codice dei Contratti non potrebbe mai verificarsi. Appartiene al passato. Spetterà alla politica decidere come continuare”.

Per Italia Nostra Roma è evidente e necessario che, prima di proseguire con i lavori dei cantieri  San Giovanni-Piazza Venezia-Piazzale Clodio,  il nuovo Sindaco dovrà  ridiscutere il contratto con le imprese costruttrici alla luce del nuovo Codice degli Appalti del 18 aprile del 2016 ed inoltre chiedere immediatamente alla Regione Lazio e al Ministero competente, una nuova Valutazione di Impatto Ambientale sull’intero tracciato per verificarne i costi, i tempi e gli impatti sul patrimonio archeologico e sugli eventuali rischi idrogeologici.  

Richieste queste che Italia Nostra Roma ha reiterato negli anni dal 2013 ad oggi.


Il nuovo sindaco, una volta per tutte, dovrà prendere una decisione politica mettendo al primo posto l’interesse dei cittadini e della città di Roma.

venerdì 10 giugno 2016

ABUSIVISMO NELLA RISERVA STATALE DEL LITORALE ROMANO ORA COMMISSARIATA DAL MINISTRO GALLETTI

Italia Nostra Roma è molto soddisfatta che la gestione della Riserva Statale del Litorale romano,
dopo i gravi episodi di abusivismo, denunciati da Angelo Bonelli esponente di spicco dei Verdi, sia stata affidata, dal Ministro dell'Ambiente Galletti, al Corpo Forestale dello Stato.
Il commissariamento, che riguarda il territorio ricadente nel Comune di Roma, più che giustificato è affidato ad una struttura che ha tutte le competenze e le capacità professionali che servono per la tutela di ciò che rimane della foresta primordiale.
Italia Nostra Roma, in forza della convenzione di collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, a costo zero per l'Amministrazione, dichiara fin da ora la propria totale disponibilità a collaborare per la difesa dell'ambiente e della biodiversità nella Riserva statale del litorale romano.
Italia Nostra Roma ha in maniera fondamentale contribuito a istituire la Riserva statale del litorale romano, disegnandone materialmente il profilo con l'allora Ministro dell'Ambiente Pavan.
per saperne di più clicca qui https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW126886

giovedì 9 giugno 2016

UN SUGGERIMENTO PER UNA BUONA LETTURA


Italia Nostra Roma segnala un libro scritto a due mani dalla nostra amica e socia Anna Longo, responsabile dell'istituenda sezione del Litorale romano. Coautrice con Anna Longo è Francesca  Rigotti.
Secondo le autrici ,..........non è escluso che il valore da sempre accordato all’amicizia possa anche oggi avere effetti benefici sul nostro senso civico, se solo riuscissimo a sostituirla alle molte diffidenze da cui invece siamo animati. L’invito è quello di riscoprire l’amicizia attraverso i suoi “ingredienti”, cioè il bisogno di raccontarsi, la condivisione degli ideali, la gratuità e il rispetto, la libera scelta, il legame forte che la caratterizza (anche in una società liquida), l’eguaglianza e l’amore stesso. Con questa riscoperta dovrebbe essere anche superato il pregiudizio che ha dominato la scena della tradizione, e al quale non ha resistito nemmeno l’aperto e lungimirante Montaigne, circa l’incapacità da parte della donna di nutrire vere e proprie amicizie. Qui non si tratta affatto solo di “letture”, ma anche di “ascolti” sagaci, utili a capire, per esempio, perché Lucio Battisti si “malediceva” dopo aver scelto “una donna per amico”.
Italia nostra Roma augura grande successo all'amica Anna e a Francesca.

mercoledì 8 giugno 2016

E' IL PEGGIOR PROGETTO DEL MONDO?


Se questa devastazione di un giardino storico è la "green economy" e la soluzione per il risparmio energetico queste immagini dovrebbero far rabbrividire. Sembrano fotogrammi di un film di fantascienza,di scadente qualità.
I giardini vincolati dell'Ospedale dell'Addolorata a San Giovanni, ora, si presentano così: una pessima interpretazione dell'utilizzo dei pannelli fotovoltaici a copertura dei parcheggi.
 Difficilmente si raggiunge un grado così infimo di progettazione di spazi esterni in un luogo tecnicamente vincolato. Ma evidentemente nessuno lo sa.
Complimenti ai progettisti e soprattutto alla Sovraintendenza che ha rilasciato l'autorizzazione.
E' questa la strada maestra per la conservazione dei beni culturali?







martedì 7 giugno 2016

IL CORAGGIO DEL PROSSIMO SINDACO DI ROMA

Italia Nostra Roma formula ai due candidati al ballottaggio, Roberto Giachetti e Virginia Raggi i migliori auguri. Speriamo che Roma sia al centro dei loro pensieri e del loro (nostro) interesse.
Italia Nostra Roma invita i candidati a prendere in serio esame le richieste formulate dall'Associazione e già inviata ai candidati sindaco prima del 5 giugno:
1) avere il coraggio di avviare un'indagine complessiva sull'illegalità degli ultimi anni nell'urbanistica romana;
2) avere il coraggio di richiedere la Valutazione di Impatto Ambientale sulle 47 varianti della Metro C e non procedere con l' "avanti tutta";
3) avere il coraggio  di rendere note, per lo Stadio della Roma, le  3 aree ritenute idonee dagli uffici tecnici e invece scartate  dalla Giunta Marino; avere il coraggio di abbandonare la scelta di Tor di Valle,  a grave rischio idrogeologico   e priva di infrastrutture, perché questa scelta significherebbe concedere i 3 infami grattacieli, in compensazione,  in un'area   attraversata anche dal corridoio ecologico.
4) avere il coraggio di intervenire sul Centro storico, privato oggi del vincolo paesaggistico dove sono consentite demolizioni e ricostruzioni e sanatorie degli abusi; avere il coraggio di rivedere la risistemazione dei Fori Imperiali che non saranno più gli stessi se sventrati dalla Metro C. Avere il coraggio di intervenire efficacemente e tempestivamente sul decoro urbano eliminando l'illegalità diffusa ormai impiantata nel tessuto connettivo del nostro abbandonato Centro storico .

Cambiare idea è sempre una grande forma di intelligenza.

Un candidato Sindaco che non cambia opinione, un candidato Sindaco che non ascolta le istanze dei cittadini, un candidato Sindaco che va diritto per la propria strada senza approfondire le ragioni del dissenso, non è......

giovedì 26 maggio 2016

APPELLO DI ITALIA NOSTRA ROMA AGLI AMICI DEL BLOG

Italia Nostra Roma ha bisogno del vostro aiuto volontario.

La nostra Associazione è, in questo momento, scoperta per la gestione amministrativa ordinaria (molto modesta in verità): prima nota, pagamenti on line delle utenze e poco altro.
Tra di voi che ci leggete potrebbe esserci una donna o un uomo di buona volontà che possa darci una mano?
Resta evidente che questo significa un ingresso nella nostra Associazione su un tappeto rosso.
Spero che i nostri lettori ed amici del blog possano aiutarci e diventino membri attivi e strutturali della Sezione di Roma. Sarebbe una ricchezza in più.
Vi ringrazio sempre e comunque. Se volete diventare membri attivi della nostra Sezione vi aspettiamo a braccia aperte.
Marco Di Fonzo 
Presidente della Sezione di Roma

PS: L' impegno per aiutarci nell'amministrazione ordinaria della sezione a Via dei Gracchi 187 è di un giorno alla settimana. Chi di voi fosse interessato a far parte attiva del nostro gruppo può contattare Italia Nostra Roma ai seguenti recapiti:
tel 06/3208706
email: roma@italianostra.org

giovedì 19 maggio 2016

ELEZIONI COMUNALI DI ROMA DEL 5 GIUGNO 2016


SEGNALAZIONE
Italia Nostra Roma, come è noto è un’Associazione apartitica, in piena e totale indipendenza di idee ed opinioni.

L’impegno culturale di Italia Nostra Roma nei confronti dei candidati Sindaco della Capitale, si evince da un documento di richieste che l’Associazione sottoporrà all’attenzione dei candidati.

Italia Nostra Roma chiederà risposte puntuali alle proprie istanze che, naturalmente, renderà pubbliche anche attraverso il suo blog.

Segnaliamo che tre esponenti della Sezione di Roma hanno deciso di mettere a disposizione le loro competenze e la loro passione per il futuro della città.

Si tratta di :

Vanna Mannucci, Vice Presidente della Sezione di Roma, candidata al Comune di Roma con  la Lista “Laici Civici Socialisti Una Rosa Per Roma” Giachetti  Sindaco,

Anna BarberioConsigliere della Sezione di Roma , candidata al I Municipio con “Lista Civica per Fassina Sindaco Adriano Labucci Presidente” ,

 Matilde Spadaro , Consigliere della Sezione di Roma, candidata al VI Municipio con “Azione Democratica Marco Scipioni Presidente.


La Sezione di Roma è ben lieta di segnalare l’impegno di Vanna Mannucci, di Anna Barberio e Matilde Spadaro a tutti coloro che possono essere interessati.

lunedì 16 maggio 2016

FESTIVAL DEL VERDE E DEL PAESAGGIO ROMA 2016




L'evento si è concluso ieri con la premiazione di Philippe Smets del Vivaio Elementi di Bambù per l'originarietà e la varietà di una collezione di due generi esotici come gli aceri e bambù che ha esposto con sofisticata semplicità e grandissimo garbo. 
Una menzione speciale, voluta da Italia Nostra Roma attraverso il Consigliere Bruno Filippo Lapadula membro della giuria, va al Corpo Forestale dello Stato che da quasi 200 anni è specializzato nella difesa del patrimonio forestale, nella tutela dell'ambiente e del paesaggio e nella conservazione dei patrimoni genetici.

Italia Nostra Roma non poteva trascurare un doveroso riconoscimento e ringraziamento al Corpo in questo momento della sua storia.


Bruno Filippo Lapadula, Consigliere di Italia Nostra Roma, ha incentrato, nel corso del dibattito d'apertura, il suo intervento su verde storico e naturalistico: visioni di un uso attivo del patrimonio nel rispetto dei valori ambientali e della tutela. Un contributo propositivo e positivo di uno storico dei giardini e del paesaggio e nostro preziosissimo e attivissimo Consigliere.
Bruno Filippo Lapadula ha riportato l'attenzione sul Manifesto del Centro Storico di Roma, presentato alla stampa dall'Associazione un anno fa, e sicuramente da ripresentare ai candidati sindaco perchè si chiariscano le idee. 
Poche regolette semplici in genere disattese e ignorate
1)quando si espianta un albero abbattuto secco immediatamente sostituirlo con un nuovo albero. Una buona pratica che non è mai seguita;

2) la Carta italiana dei giardini storici dovrebbe essere il vangelo dei nuovi assessori all'ambiente e alla cultura, ma puntualmente sconosciuta. Anche qui quattro regolette semplici che non lasciano margine ad alcun tipo di errore nella gestione del giardino storico;

3) nomina un direttore per ville e parchi storici e vietare ogni uso improprio e manifestazioni incompatibili con le nostre ville, ma l'uso improprio di Villa Borghese e le altre ville maggiori insegnano;

4) approvazione  regolamento del verde urbano di Roma che giace in un cassetto non approvato;

5) formare tecnici professionisti e giardinieri altamente specializzati in interventi di restauro, manutenzione e cura del verde storico attraverso la sapienza dell'Istituto Regionale per le Ville Tuscolane che con Italia Nostra Roma ha avviato i corsi di formazione.

Un pacchetto di buone pratiche che lasciano spazio ad altre scelte coraggiose e di respiro nazionale ad esempio il cuneo verde da Piazza Venezia all'Appia antica tanto amato e sostenuto da Antonio Cederna

Nell'intersezione di culture, in cui viviamo, la vegetazione è l'unico valore universale condiviso.

mercoledì 11 maggio 2016

CENTRALE DEL TENNIS NEL COMPLESSO MONUMENTALE DEL FORO ITALICO





La vicenda è nota: per i campionati mondiali di nuoto del 2009, nel "vuoto" progettato da Enrico Del Debbio tra la Casa della scherma e lo stadio della palla corda, il Ministero per i Beni Culturali diede il nulla osta per costruire il Centrale del Tennis.
Per chi non lo ricordasse, lo ricordiamo noi: 
IL COMPLESSO MONUMENTALE 
DEL FORO ITALICO E' VINCOLATO
Ha un doppio vincolo: quello monumentale e quello paesaggistico. I due vincoli non  impedirono l’intrusione di quella cubatura.
Il Ministero subì il ricatto: “O si fa il centrale del tennis o saltano i campionati di nuoto”, connessione ancora oggi oscura e bizantina.
Il progetto iniziale (un vero orrore) fu cambiato, ridimensionato, ingentilito. Si ottenne che l’altezza non superasse la casa della scherma e fosse smontabile. Ma sempre di abuso di Stato si tratta. Il Ministero per i  Beni Culturali abdicò al suo diritto di veto e piegò la schiena al ricatto.
Ora, è sorprendente sentir dire  al Presidente della Federazione Tennis, Binaghi, che “ i sindaci di Roma sono contro il tennis”. E’ impressionante la mancanza strutturale di cultura di alcuni dirigenti, la mancanza di umiltà nel non avere la cognizione che con la costruzione del centrale del tennis si è chiesto ed ottenuto un abuso. Uno degli abusi più clamorosi degli ultimi anni.

Non è opportuno vantarsi di un gesto incolto, non è opportuno forzare le procedure e le leggi. 
La costruzione del centrale del tennis è e rimane un abuso legalizzato dai poteri dello Stato.

PS: contro l'abuso della costruzione del centrale del tennis si oppose Italia Nostra Nostra Roma e Fabio Rampelli a quanto ci risulta.

martedì 3 maggio 2016

APPUNTAMENTO DA NON PERDERE DOMENICA 8 MAGGIO AL PARCO DELL'APPIA ANTICA

LA SEZIONE ROMANA DI ITALIA NOSTRA  IMPEGNATA PER LA TUTELA DELL’APPIA ANTICA DALLA SUA FONDAZIONE NEL 1955  E  PRESENTE TUTTO L’ANNO CON LE SUE ATTIVITA’ DI PROMOZIONE DEL PARCO  IN OMAGGIO E RICORDO DEL SUO PRESIDENTE
VI ASPETTA
DOMENICA 8 MAGGIO DALLE  ORE 10 ALLE ORE 16  A CAPO DI BOVE
in via Appia Antica 222 - nella sede dell'Archivio Cederna - Soprintendenza  ai Beni Archeologici di Roma

Con i nostri operatori in occasione dell'Appia Day  vi accoglieremo raddoppiando  le nostre visite guidate  dalle 10 alle 16 agli scavi dell’impianto termale del II sec d.c, e alla Mostra permanente che racconta la storia antica e moderna del parco


Italia Nostra Onlus Roma, visite ed eventi culturali






 

mercoledì 13 aprile 2016

MUSEO GEOLOGICO NAZIONALE: LE COLLEZIONI DIMENTICATE

Italia Nostra Roma chiede al Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, di fare il secondo miracolo.

Dopo il grande successo della Collezione Torlonia, liberata dopo 40 anni dagli scantinati, la comunità scientifica chiede con forza che anche le prestigiose collezioni del distrutto Museo Geologico Nazionale  escano dall'oblio, dalle casse nelle quali sono ricoverate e facciano ancora parte viva, integrante e visibile del Patrimonio nazionale.
Italia Nostra Roma auspica che Palazzo Canevari, cartolarizzato da Tremonti nel 2003 e ora di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare, per farci dei banalissimi uffici, ritorni ad essere, come voluto da Quintino Sella, la sede del Museo Geologico Nazionale.

Italia Nostra Roma chiede al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella,
intervenga con autorevolezza e giustizia per sanare questo vergognoso "delitto culturale": Roma è l'unica capitale che non possiede più un Museo Geologico Nazionale e le sue preziose collezioni
perchè


continuano ad essere negate alla comunità scientifica, a quella culturale, e a tutti i cittadini della Repubblica italiana.

giovedì 7 aprile 2016

DALLA SALA DELLA SCHERMA DI LUIGI MORETTI ALLA VOLGARE PRESENTAZIONE DEL SUV DELLA MASERATI

La Casa della Scherma al Foro Italico, opera di Moretti nota in tutto il mondo,  con i mosaici di Canevari e gli affreschi interni di Capizzano, è stata "utilizzata" per la presentazione del nuovo suv Levante della Maserati.
Il DO.CO.MO.MO (Documentation and Conservation Moderns  Monuments) ne ha documentato il valore storico e artistico.
La presentazione di un'automobile in un luogo storico non è certo una sorpresa.
Anche l'Ara Pacis, il "cassone" di Richard Meier sul Lungotevere in Augusta, vistosamente inutile ed ipertrofico, è stato utilizzato per l'esposizione della Smart. L'aspetto di un autolavaggio c'è e quindi, per i decisori, è stata decisione" fisiologica". Nessun altro commento fa fare, abbiamo già contrastato quell'inutile architettura e l'inutile spesa di danaro pubblico.

Torniamo alla Maserati e alla Casa della Scherma, vincolata ai sensi del Codice dei Beni Culturali.
Luci psichedeliche da discoteca,

lividi pannelli blu,
una buca da meccanico dalla quale supponiamo sia comparsa la prestigiosa autovettura di marca italiana,
marchio noto, peraltro per produzioni di lusso, di stile e di gusto.
Le foto che compaiono sul nostro blog sono state fatte con il cellulare di un cittadino sensibile che ha rilevato, indignato, la volgarità della presentazione ed ha inviato a noi la segnalazione.
Se la qualità dell'immagine è un pò scarsa ce ne scusiamo, ma quello che è stato visto è di qualità  ancora più scarsa

Il Foro Italico ed i suoi luoghi più prestigiosi sono oggetto di commercio da "cacciata dal tempio".

Tutela zero e valorizzazione insensata.Il Protocollo tra Coni Servizi SpA ed il Ministero dice tutt'altro.

Italia Nostra Roma si domanda chi abbia rilasciato il nulla osta senza controllare il progetto di allestimento obiettivamente brutto, di pessima qualità considerando il contesto nel quale viene inserito.
Usare i monumenti come sfondo artificioso per scopi meramente commerciali è una caduta di stile inaccettabile.

Il Ministero dei Beni Culturali deve impedire lo sfruttamento dei beni culturali vincolati, è evidente che il lassismo dei controlli o, ci auguriamo, la mancanza di comunicazioni,  provoca una deriva pericolosissima che deve essere fortemente contrastata.

Quanti dei soldi raccattati verranno investiti nel restauro della Casa della Scherma il cui rivestimento di marmo di Carrara da anni cade a pezzi?


Neanche un euro probabilmente.
Anche, però, se fosse stato destinato il 100% del contributo non è in nessun modo giustificato l'uso improprio e a nostro parere illegittimo di un monumento che non può essere utilizzato come una macchinetta per far soldi.

Ricordiamoci bene: non tutto si può fare.














































































































































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