giovedì 26 gennaio 2017

LETTERA APERTA A VIRGINIA RAGGI, SINDACO DI ROMA CAPITALE



Sono rimasti pochi giorni per la revoca dell’interesse pubblico sul progetto Stadio/Business Park

Abbiamo letto gli articoli di giornale di questi ultimi giorni nei quali si afferma che - come voluto da Lei, Sindaco Raggi, in accordo con l’Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini -      i tecnici del Comune con quelli dei Proponenti lo stadio a Tor di Valle stanno predisponendo una modifica al progetto urbanistico definitivo, presentato come già deciso ed approvato con la delibera dell’interesse pubblico n.132/2014 votata dalla precedente amministrazione.

Si sta trattando per ottenere alcune diminuzioni delle cubature e, forse, delle opere previste d’interesse pubblico.  In nessun articolo né intervista si annuncia però che, nell’attesa dell’accordo, l’Amministrazione stia predisponendo l’atto di revoca o annullamento della delibera 132 che ha dato il via al progetto, ora all’esame della Conferenza dei Servizi (CdS) convocata dalla Regione Lazio.

Ma se Roma Capitale nel frattempo non avrà revocato l’interesse pubblico della delibera del 2014 e, al contrario, arriverà all’accordo per una modifica di essa in termini di cubature, metterà in atto un comportamento equivalente ad avere riconosciuto esistente l’interesse pubblico come deciso con la 132 e quindi, forse addirittura confermando come dovuta la variante prevista dalla delibera, tanto più se il 31 gennaio la CdS si chiuderà con pareri favorevoli
E’ un gesto di autolimitazione della nuova Giunta e della nuova Assemblea Capitolina non utilizzare il potere di annullare o modificare il progetto iniziale di cui, in presenza di innumerevoli evidenti criticità, non si comprende la ragione.

Questo potere sarà ancora possibile esercitarlo solo se la delibera di revoca dell’interesse pubblico della n. 132 verrà votata prima del 31 gennaio, ultimo  giorno per i pareri della CdS.

La revoca dovrà fare riferimento, chiaramente, a forti motivazioni sulle tante criticità non risolte anche se espresse sin dall’inizio e apparse ancora più gravi nella CdS negli interventi dei funzionari competenti. 

Vediamo forte il rischio di un accordo che coinvolga Sindaco e Giunta in una trattativa in cui impegnerebbero ogni loro credibilità, travolti e azzerati dal nuovo congegno normativo sulla CdS della recente Legge Madia.


Poiché Italia Nostra Roma è stata ammessa a seguire, come uditore, la Conferenza dei Servizi della Regione, di seguito ci preme informare sinteticamente su quanto appreso durante le tre riunioni, dal 10 novembre al 12 gennaio, che ancor più conferma la necessità di una delibera di revoca o annullamento della n.132/2014.
1.


Infatti nelle riunioni, alle quali abbiamo assistito, sono emerse criticità gravi rilevate dagli Uffici comunali, già prima di inviare il progetto definitivo alla Regione, alle quali non risulta siano state trovate soluzioni praticabili e convincenti né allora né oggi.

La principale è sicuramente quella che riguarda la mobilità su ferro dove la soluzione proposta di una derivazione della metro B a Tor di Valle era stata contestata e bocciata già dall’ATAC ; come pure ha fatto in sede di CdS regionale la Città Metropolitana, che ha inoltre  evidenziato criticità per le proposte di viabilità, che non risultano sostenibili.
Altri problemi riguardano obblighi di legge da rispettare in merito alle opere di messa in sicurezza per il rischio idrogeologico del Fosso di Vallerano e per gli scavi archeologici preventivi.
Quanto alle cubature commerciali previste, l’ennesimo Centro Commerciale che ne deriverebbe non potrebbe essere permesso secondo il Piano del Commercio.
Non sono ancora risolti i problemi di accesso e uscita agli innumerevoli ettari di parcheggi è tuttora non è chiaro se essi rispettino pienamente gli standard.
Il contiguo depuratore è già attualmente non a norma e non sono state previste soluzioni soddisfacenti per potere autorizzare l’enorme cubatura prevista nei pressi.

Ma queste sono solo alcune delle criticità che abbiamo sentito menzionare nel corso della CdS,  e per cercare di risolverle si sono programmati e svolti incontri per ogni singolo problema a porte chiuse – una prassi certo non trasparente – e non crediamo possano essere risolte facilmente se non derogando, per alcune, a norme sovraordinate.

Alle riunioni sono stati presenti numerosi funzionari che hanno avuto la possibilità d’intervenire, ma poi i pareri decisivi per chiudere la CdS saranno solo quelli dei quattro “Rappresentanti Unici” di : Stato, Città Metropolitana, Regione Lazio  e Comune.

Le eventuali modifiche del progetto in discussione che risultassero necessarie dovranno essere richieste con il parere di questi quattro funzionari e dovranno avere la forma di prescrizioni (non sostanziali) se sarà positivo o forti motivazioni se sarà negativo.

Ci risulta che il progetto derivante dall’eventuale accordo tra Comune e Proponente, differente dal progetto originario, non potrà essere proposto e approvato nell’attuale Conferenza dei servizi, che per legge può esprimersi solo su quello inviato, a suo tempo, dal Comune alla Regione, che ha aperto la CdS ed è stato sottoposto a VIA e VAS.  
Se si cambia il progetto in qualche sua parte o presupposto si deve iniziare un nuovo procedimento. 

Se viene concordato col Proponente di presentare un progetto diverso, anche se con minori cubature, è vincolante prima la revoca della delibera n.132/2014.  Questo è l’unico atto in grado di fermare l’iter di questa  Conferenza dei Servizi ormai arrivata alla conclusione. E per l’atto di revoca ci sono tutti i presupposti vista la presenza di tanti problemi, ancora oggi non risolti a dimostrazione che fin dall’inizio non vi era l’interesse pubblico.



2.



Inoltre, facciamo presente che la Conferenza dei Servizi si tiene ai sensi dell’art. 14 ter della legge 241/90 come modificato dalla recente “Riforma Madia” che Italia Nostra Roma ritiene contenga aspetti incostituzionali perché viola le competenze autorizzative  esclusive e incomprimibili delle Soprintendenze statali oltre a rendere quasi impossibile la partecipazione dei cittadini.

Nel caso specifico, nei tempi e nei modi delle nuove procedure, viene addirittura leso il diritto all’informazione e al coinvolgimento degli stessi Consiglieri comunali che avranno l’obbligo  di dover ratificare (entro il 31 gennaio) con una variante quanto sarà deciso dai quattro “Rappresentanti Unici” su un progetto proposto non certo per solo lo stadio, ma specialmente per realizzare una nuova pesantissima centralità urbana non prevista dal Piano Regolatore.

Sindaco Raggi, tutto questo Le sembra accettabile ?

Infine riteniamo che quanto sta accadendo in questi ultimi giorni decisivi debba essere conosciuto dai cittadini non solo attraverso articoli o interviste televisive, ma cercando di coinvolgere l’opinione pubblica con una completa informazione,  specie per quanto riguarda i gravi problemi non risolti del progetto e le stesse inaccettabili procedure seguite, che abbiamo qui sopra brevemente elencato. E’ un diritto costituzionale.

Per tale dovuto coinvolgimento deve farsi carico proprio la Sua amministrazione essendo stata votata con un così grande consenso proprio perché s’impegnava a tale compito mai ottenuto prima. Finora si sa solo che un gruppo di tecnici del Comune e dei Proponenti sta studiando una variante al progetto.

Anche per questa assenza di informazioni complete su tutta la vicenda Le chiediamo un incontro urgente per illustrarLe meglio quanto appreso durante le riunioni della Conferenza dei Servizi e poter conoscere da Lei quale percorso procedurale intenderà seguire per impedire che questo progetto insostenibile prosegua indisturbato il suo iter dopo aver ottenuto  il probabile parere favorevole dei 4  funzionari.

Conosciamo la sua sensibilità a favore dell’ambiente e del paesaggio e le sue giuste posizioni, quando era consigliera di opposizione, contrarie non allo stadio, ma a quanto permetteva la delibera dell’interesse pubblico con tanti punti oscuri e poco legittimi confermati oggi.

Vorremmo confrontarci con Lei sulle sopra esposte tematiche per evitare danni irreparabili a questa città e ai suoi cittadini, avendo insieme a Lei nessun altro scopo che perseguire l’interesse generale.


Per questo Le chiediamo un incontro urgente vista la ormai prossima chiusura il 31 gennaio della Conferenza dei Servizi .

1 commenti:

Per opportuna informazione, il Tavolo di Lavoro sull' Urbanistica del M5S di Roma ha da tempo consegnato all' assessore Berdini ed alla presidente della commissione urbanistica -Donatella Iorio- una bozza di delibra consiliare per ANNULLARE la delibera di Marino.
Dal punto di vista amministrativo solo l'annullamento prima del 1° marzo e, quindi, prima che l'iter sia concluso... permette al Comune di non pagare danni di sorta.
L'annullamento e non la revoca é dovuto per il decadere del Pubblico Interesse viste le illegittimità della delibera Marino.

Posta un commento

Share

Twitter Facebook Digg Stumbleupon Favorites More